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Camelot - la serie: il mito di Re Artù arriva in televisione da Starz

Luigi Vittorio avatar Mercoledì 27 Aprile 2011, 17:00 in Eventi, Personaggi, Serial TV, Trame di Luigi Vittorio

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E' un periodo piuttosto positivo per il fantasy in televisione, sono appena iniziate due serie che traggono a piene mani dal bagaglio del genere, da una parte abbiamo Game of Thrones, traduzione televisiva della serie di romanzi di George R.R. Martin, e Camelot, che porta in tv il mito di Re Artù, in modo finalmente fedele a quanto scritto da Thomas Malory nell'opera la Morte di Re Artù, che, nel 1485 andava a rielaborare tutti gli scritti francesi riguardanti  il ciclo arturiano .

Camelot è ormai arrivato al quarto episodio della prima stagione, composta di dieci puntate in tutto, e fa parte di un progetto che prevede ben cinque stagioni che andranno a ricostruire tutta la parabola storica e mitica di Re Artù, per un totale di 50 episodi.

In questi primi quattro episodi il pubblico ha potuto assistere alla morte di Re Uther Pendragon, avvenuta per mano di Morgana e dell'arrivo di suo figlio Artù, tenuto nascosto sin dalla nascita da Merlino. Si scatena subito una guerra per la successione che vede da una parte Lot e Morgana e dall'altra Artù, Merlino e tutti quelli che credono al retaggio del ragazzo, il quale riesce anche nel compito, ritenuto impossibile, di estrarre una spada da una roccia scoscesa e posta al centro di una cascata.

Tale evento darà più forza e convinzione ad Artù, nonché  nuovi alleati che lo porteranno alla vittoria contro Lot.

La strada per pacificare il territorio è però ancora lontana specie perchè Morgana è sempre agguerrita e pronta a prendere il posto di quello ce considera un mero usurpatore.

Artù, del resto, cresciuto in una fattoria da due persone semplici che riteneva i suoi genitori, inizialmente non si trova a suo agio nel ruolo del re e solo i consigli di Merlino, ma soprattutto di Kay, fratello con cui è cresciuto, riescono a dargli forza.

Camelot è stato realizzato da Starz, lo stesso network di Spartacus e presenta un'ottima messa in scena della Britannia medievale, permessa da un adeguato budget stanziato che non rende artificiose le ambientazioni.

Fino ad ora la componente di "cappa e spada" si è rivelata piuttosto limitata e gli autori, Michael Hirst, Chris Chibnall, hanno preferito concentrarsi sui rapporti interpersonali tra i personaggi e sui giochi mentali e magici di Morgana e Merlino, cosa che ha permesso una buona comprensione della trama, ma ha influito sul ritmo della narrazione, invero, talvolta, piuttosto basso.

Ogni episodio è concepito come un tassello che svela al pubblico la leggenda di Re Artù, così da attrarre a sé sia i fan della saga bretone, sia coloro che hanno solo sentito parlare di tale mito. In tal senso si rivela vitale l'interpretazione dei personaggi che abbandona la prosa altisonante dei testi di Malory e della tradizione francese per proiettare il mito nel ventunesimo secolo.

Gli autori di Camelot si sono comunque presi alcune libertà sul mito originale, senza però stravolgerlo come hanno fatto altre serie, Merlin ad esempio.

Nel cast risulta un ottimo Artù Jamie Campbell Bower, sapiente nel riuscire a comunicare il senso di smarrimento e meraviglia che rapiscono inizialmente il fin troppo giovane re, mentre anche Eva Green si trova a suo agio nei malefici panni di Morgana, vero antagonista dell'intera serie, almeno per ora.

Più dubbi sulla scelta di Joseph Fiennes come Merlino, molto lontano dalla figura tradizionale del popolare mago, ma il disagio che il pubblico può provare nel vedere l'attore può nascere proprio da questa decisione di discostarsi dai cliché e cercare nuove vie per interpretare un personaggio di cui tutte le forme d'arte, dal cinema alla letteratura sino alla televisione, hanno abusato.

Infine, da notare lo splendido cast femminile, che include Claire Forlani, nei panni della regina Igraine, vera madre di Artù, e  Tamsin Egerton, la quale interpreta una Ginevra al cui fascino nemmeno il saggio Artù può sfuggire.

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